"Il padre della cibernetica, Norbert Weiner – che forse più di ogni altro essere umano era nella posizione di poter chiaramente percepire le conseguenze di lungo termine delle nuove tecnologie d'automazione – metteva in guardia contro il pericolo di una diffusa e permanente disoccupazione tecnologica scrivendo:
«Se questi cambiamenti nella domanda di lavoro ci si presenteranno in maniera casuale e disorganizzata, potremmo precipitare nella più tragica epoca di disoccupazione che ci sia mai stato dato vedere»."
Cit. da "La fine del lavoro" di Jeremy Rifkin - 1995
(Nuova edizione Oscar Mondadori 2004)
Perché l'1% della popolazione mondiale detiene più del 50% della ricchezza globale.
venerdì 10 luglio 2015
giovedì 9 luglio 2015
Le responsabilità dei sindacati
"La responsabilità del fallimento nel dare una risposta adeguata alla questione della disoccupazione tecnologica deve essere in parte attribuita ai sindacati.
Il movimento sindacale, rappresentante di milioni di lavoratori americani, indugiò eccessivamente sulla questione dell'automazione, solo per risolversi a uno scontro con il management, a detrimento degli interessi dei propri associati."
Cit. da "La fine del lavoro" di Jeremy Rifkin - 1995
(Nuova edizione Oscar Mondadori 2004)
Il movimento sindacale, rappresentante di milioni di lavoratori americani, indugiò eccessivamente sulla questione dell'automazione, solo per risolversi a uno scontro con il management, a detrimento degli interessi dei propri associati."
Cit. da "La fine del lavoro" di Jeremy Rifkin - 1995
(Nuova edizione Oscar Mondadori 2004)
mercoledì 8 luglio 2015
Una Lettera aperta
"Nel marzo 1963, un gruppo di eminenti scienziati, economisti e accademici guidati da J. Robert Oppenheimer, direttore dell'Istituto di studi avanzati presso la Princeton University, fece pubblicare sulle pagine del «New York Times» una lettera aperta al presidente, per metterlo in guardia circa i pericoli dell'automazione per il futuro dell'economia americana e per chiedere un confronto a livello ufficiale sul tema.
La Commissione sulla triplice rivoluzione – che ricavava il proprio nome dall'obiettivo che le era stato posto di analizzare i tre nuovi cambiamenti epocali che stavano avendo luogo nella società: la rivoluzione cibernetica, quella degli armamenti e quella dei diritti umani – sottolineò che le nuove tecnologie cibernetiche stavano mettendo in moto un cambiamento nel rapporto tra reddito e lavoro."
Cit. da "La fine del lavoro" di Jeremy Rifkin - 1995
(Nuova edizione Oscar Mondadori 2004)
La Commissione sulla triplice rivoluzione – che ricavava il proprio nome dall'obiettivo che le era stato posto di analizzare i tre nuovi cambiamenti epocali che stavano avendo luogo nella società: la rivoluzione cibernetica, quella degli armamenti e quella dei diritti umani – sottolineò che le nuove tecnologie cibernetiche stavano mettendo in moto un cambiamento nel rapporto tra reddito e lavoro."
Cit. da "La fine del lavoro" di Jeremy Rifkin - 1995
(Nuova edizione Oscar Mondadori 2004)
lunedì 6 luglio 2015
Segnali d'allarme
Mentre i capi del movimento per i diritti civili, già negli anni Sessanta, iniziarono a lanciare segnali d'allarme per le conseguenze dell'automazione sulla comunità afroamericana, altri ne individuarono le più ampie implicazioni per la società nel suo complesso.
Nei primi anni Sessanta emerse dunque un dibattito nazionale sui probabili effetti dell'automazione sull'economia e sull'occupazione, alimentato, in gran parte, dalla crescente perdita di posti di lavoro nella comunità nera."
Cit. da "La fine del lavoro" di Jeremy Rifkin - 1995
(Nuova edizione Oscar Mondadori 2004)
Nei primi anni Sessanta emerse dunque un dibattito nazionale sui probabili effetti dell'automazione sull'economia e sull'occupazione, alimentato, in gran parte, dalla crescente perdita di posti di lavoro nella comunità nera."
Cit. da "La fine del lavoro" di Jeremy Rifkin - 1995
(Nuova edizione Oscar Mondadori 2004)
venerdì 3 luglio 2015
I leader dei diritti civili
"Bisogna sottolineare come non tutti i leader del movimento per i diritti civili siano riusciti a diagnosticare la vera natura del problema.
Molti leader storici delle organizzazioni nere più ortodosse continuavano a percepire il tema della condizione dei neri in termini strettamente politici ed erano convinti che la radice della crisi si trovasse nella discriminazione razziale e che le leggi contro la discriminazione fossero l'unico antidoto possibile.
Alcuni, comunque, interpretarono ciò che stava accadendo nell'economia come un segnale di cambiamenti più radicale nei rapporti tra bianchi e neri, con orribili conseguenze per il futuro dell'America."
Cit. da "La fine del lavoro" di Jeremy Rifkin - 1995
(Nuova edizione Oscar Mondadori 2004)
Molti leader storici delle organizzazioni nere più ortodosse continuavano a percepire il tema della condizione dei neri in termini strettamente politici ed erano convinti che la radice della crisi si trovasse nella discriminazione razziale e che le leggi contro la discriminazione fossero l'unico antidoto possibile.
Alcuni, comunque, interpretarono ciò che stava accadendo nell'economia come un segnale di cambiamenti più radicale nei rapporti tra bianchi e neri, con orribili conseguenze per il futuro dell'America."
Cit. da "La fine del lavoro" di Jeremy Rifkin - 1995
(Nuova edizione Oscar Mondadori 2004)
giovedì 2 luglio 2015
Il padre della cibernetica
"Più di quarant'anni fa, agli albori dell'era del computer, il padre della cibernetica, Norbert Weiner, metteva in guardia sulle probabili conseguenze negative delle nuove tecnologie dell'automazione:
«Ricordiamoci», disse, «che la macchina automatica è l'esatto equivalente economico del lavoro degli schiavi».
Non deve quindi sorprendere che il primo nucleo sociale a subire le devastanti conseguenze della cibernetica sia stata la comunità nera americana.
L'introduzione di macchine automatizzate ha reso possibile la sostituzione di milioni di afroamericani che avevano a lungo faticato alla base della piramide economica – prima come schiavi nelle piantagioni di cotone, poi come mezzadri e fittavoli, e infine come manodopera non qualificata nelle grandi fabbriche del Nord – con forme inanimate e meno costose di lavoro."
Cit. da "La fine del lavoro" di Jeremy Rifkin - 1995
(Nuova edizione Oscar Mondadori 2004)
«Ricordiamoci», disse, «che la macchina automatica è l'esatto equivalente economico del lavoro degli schiavi».
Non deve quindi sorprendere che il primo nucleo sociale a subire le devastanti conseguenze della cibernetica sia stata la comunità nera americana.
L'introduzione di macchine automatizzate ha reso possibile la sostituzione di milioni di afroamericani che avevano a lungo faticato alla base della piramide economica – prima come schiavi nelle piantagioni di cotone, poi come mezzadri e fittavoli, e infine come manodopera non qualificata nelle grandi fabbriche del Nord – con forme inanimate e meno costose di lavoro."
Cit. da "La fine del lavoro" di Jeremy Rifkin - 1995
(Nuova edizione Oscar Mondadori 2004)
mercoledì 1 luglio 2015
Due gruppi economici
"La spinta dell'economia verso l'automazione e la riallocazione dei posti di lavoro nel comparto manifatturiero ha diviso la comunità nera in due gruppi economici separati e distinti.
Da un lato, milioni di lavoratori non qualificati e le loro famiglie sono entrati a far parte di quella che gli storici della società definiscono «sottoclasse»: la parte della popolazione permanentemente disoccupata, il cui lavoro non qualificato non è più richiesto e che sopravvive di generazione in generazione grazie alla pubblica assistenza.
Dall'altro, un gruppo più ristretto di professionisti neri appartenenti alla classe media, dipendenti della pubblica amministrazione e generalmente incaricati di gestire i programmi di assistenza alla nuova sottoclasse urbana."
Cit. da "La fine del lavoro" di Jeremy Rifkin - 1995
(Nuova edizione Oscar Mondadori 2004)
Da un lato, milioni di lavoratori non qualificati e le loro famiglie sono entrati a far parte di quella che gli storici della società definiscono «sottoclasse»: la parte della popolazione permanentemente disoccupata, il cui lavoro non qualificato non è più richiesto e che sopravvive di generazione in generazione grazie alla pubblica assistenza.
Dall'altro, un gruppo più ristretto di professionisti neri appartenenti alla classe media, dipendenti della pubblica amministrazione e generalmente incaricati di gestire i programmi di assistenza alla nuova sottoclasse urbana."
Cit. da "La fine del lavoro" di Jeremy Rifkin - 1995
(Nuova edizione Oscar Mondadori 2004)
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