martedì 12 maggio 2015

L'"effetto a cascata" della tecnologia

"Il concetto che gli incommensurabili benefici indotti dall'avanzamento della tecnologia e dall'aumento della produttività riescano a diffondersi fino alla massa dei lavoratori in forma di prezzi inferiori, maggior potere d'acquisto e più occupazione costituisce essenzialmente una teoria dell'«effetto a cascata» della tecnologia.

Mentre i tecnologi, gli economisti e gli uomini d'impresa usano raramente il termine «cascata» per descrivere l'impatto dell'innovazione sui mercati e sull'occupazione, i loro presupposti filosofici sono un chiaro segnale dell'implicita accettazione di questo principio."

Cit. da "La fine del lavoro" di Jeremy Rifkin - 1995
(Nuova edizione Oscar Mondadori 2004)

lunedì 11 maggio 2015

Un falso mito

"Per più di un secolo, gli economisti hanno convenzionalmente accettato come un dato di fatto la teoria che afferma che le nuove tecnologie fanno esplodere la produttività, abbassano i costi di produzione e fanno aumentare l'offerta di beni a buon mercato; questo, in conseguenza, migliora il potere d'acquisto, espande i mercati e genera più occupazione.

Tale assunto ha fornito il supporto razionale sul quale si sono fondate le politiche economiche di tutte le nazioni industrializzate.

Questa logica sta oggi conducendo a livelli mai registrati finora di disoccupazione tecnologica, a un declino apparentemente inarrestabile del potere d'acquisto e allo spettro di una recessione globale di incalcolabile grandezza e durata."

Cit. da "La fine del lavoro" di Jeremy Rifkin - 1995
(Nuova edizione Oscar Mondadori 2004)


venerdì 8 maggio 2015

Un domani migliore?

"Oggi, intorno a noi, assistiamo all'applicazione di tecnologie avanzatissime, capaci di eseguire compiti straordinari.

Siamo stati portati a credere che le meraviglie della tecnologia moderna rappresentino la nostra salvezza.

Milioni di persone hanno riposto le proprie speranze di un domani migliore nel potenziale liberatorio della rivoluzione informatica.

Eppure, le fortune economiche della maggior parte dei lavoratori continuano a deteriorarsi, mettendo in imbarazzo i seguaci dei guru della tecnologia."

Cit. da "La fine del lavoro" di Jeremy Rifkin - 1995
(Nuova edizione Oscar Mondadori 2004)


giovedì 7 maggio 2015

Un principio di equità

"Una distribuzione ispirata a principi di giustizia ed equità prevederebbe una diminuzione dell'orario lavorativo in tutto il mondo e uno sforzo concertato dei governi centrali per fornire alternative di occupazione nel «terzo settore» – l'economia sociale – agli individui espulsi dal mercato del lavoro.

Se, invece, i guadagni di produttività realizzati grazie alle alte tecnologie non venissero condivisi – ma utilizzati prevalentemente per incrementare i profitti d'impresa, a esclusivo beneficio degli azionisti, dei top manager e dell'emergente élite dei knowledge workers – ci sono ampie probabilità che la crescente spaccatura tra ricchi e poveri conduca sollevazioni sociali su scala mondiale."

Cit. da "La fine del lavoro" di Jeremy Rifkin - 1995
(Nuova edizione Oscar Mondadori 2004)

martedì 5 maggio 2015

Liberi dal lavoro!

"La rivoluzione dell'alta tecnologia può significare meno ore di lavoro o più benefici per milioni di persone.

Per la prima volta, nella storia moderna, un gran numero di individui potrebbe essere liberato dalla necessità di trascorrere molte ore della propria giornata sul posto di lavoro, a favore di attività più piacevoli.

D'altra parte le stesse forze possono condurre alla disoccupazione di massa e alla depressione globale.

Il fatto che questo futuro sia utopico o distopico dipende, in larga misura, da come verranno ripartiti i guadagni conseguiti grazie alla maggior produttività."

Cit. da "La fine del lavoro" di Jeremy Rifkin - 1995
(Nuova edizione Oscar Mondadori 2004)

La paura e la rabbia!

"In Europa la paura della disoccupazione crea un diffuso disagio sociale ed è la fonte della resurrezione dei movimenti politici neofascisti.

Le paure e la rabbia degli elettori hanno preso corpo nelle urne, facendo la fortuna dei partiti di estrema destra in Germania, Italia e Russia.

In Giappone la preoccupazione diffusa della disoccupazione sta spingendo i principali partiti ad attribuire, nei propri programmi politici, una sempre maggiore importanza alla questione lavoro, per la prima volta da decenni."

Cit. da "La fine del lavoro" di Jeremy Rifkin - 1995
(Nuova edizione Oscar Mondadori 2004)

lunedì 4 maggio 2015

Una trasformazione radicale

"La maggior parte dei lavoratori si sente assolutamente impreparata ad affrontare la radicale trasformazione in corso.

Pare che l'attuale ondata di innovazioni tecnologiche e di ristrutturazioni aziendali sia giunta inattesa.

Improvvisamente, in tutto il mondo, uomini e donne hanno iniziato a domandarsi se esista – per loro – un ruolo nel nuovo futuro che sta prendendo forma nell'economia globale.

Lavoratori con anni di esperienza, istruzione e competenze tecniche si trovano ad affrontare la concreta prospettiva di diventare inutili a causa delle nuove forze dell'automazione e dell'informatica."

Cit. da "La fine del lavoro" di Jeremy Rifkin - 1995
(Nuova edizione Oscar Mondadori 2004)